Castello Estense di Ferrara

“Donne e Matematica in Italia” la mostra dedicata al mondo femminile che si è distinto in ambito culturale ed universitario

Qui a Valle Campo si può ammirare la preziosa diversità delle piante e delle specie animali, si impara ad apprezzare la bellezza e l’importanza di ogni piccola o grande meraviglia della natura. Non sempre però ce ne ricordiamo quando ci relazioniamo con i nostri simili ed è per questo che le occasioni di incontro e di scoperta dell’altro sono sempre appuntamenti da non perdere.

Quante volte ci è capitato di sentire che le materie scientifiche sono una cosa da uomini? Quante volte ci hanno detto che esistono cose “da femmine” e altre “da maschi”? Eppure la realtà non è così semplice e stereotipata come si cerca di dipingerla. È una mera illusione che ci intrappola dentro ai pregiudizi e che ci spinge a credere che impegno e dedizione non contino nulla. Tuttavia, forse è vero che qualcuno ha delle doti innate, ma sono fortunatamente delle capacità che non conoscono distinzioni di sesso.

La storia ci ha consegnato tanti esempi di donne che si sono distinte nell’arte, nella scienza, nella letteratura e nella medicina. Sono quasi sempre storie di lotte e di impegno, di gioie e sofferenze, storie che meritano di essere ascoltate.
Nel caso delle protagoniste della mostra dal titolo “Donne e matematica in Italia”, sono storie che parlano di esseri umani che hanno fatto la differenza e che hanno dato lustro alla città di Ferrara grazie alle loro capacità. Ed erano donne.

Polo scientifico e tecnologico, università di Ferrara

In quest’ottica di apertura e di scoperta, nel rispetto del valore delle donne, questa mostra bibliografica ed archivistica è stata concepita per mettere in luce le figure di donne – tra cui alcune cittadine ferraresi – che si sono distinte nel campo della matematica.

Più precisamente, “Donne e matematica in Italia” è un’esposizione con l’obiettivo di ispirare la mente di uomini e donne attraverso il contributo femminile che è stato dato all’università e alla facoltà di matematica.

La mostra è aperta dal 4 Maggio al 15 Giugno 2017 presso il Salone delle Mostre Temporanee di Palazzo Turchi di Bagno. La curatrice è Maria Teresa Borgato (professoressa ordinaria di Matematiche Complementari, autrice di centinaia di pubblicazioni e membro del Consiglio di Amministrazione presso l’Università di Ferrara) insieme a Rudy Salmi.
Promossa dall’Università di Ferrara, essa si iscrive nei programmi del Sistema Museale di Ateneo ed è realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Matematica e Informatica.

Antico testo scientifico

Attraverso la paziente ricomposizione delle carriere universitarie e delle attività accademiche di alcuni profili femminili dell’Ateneo, i curatori sono riusciti a ricostruire la storia che appartiene anche alla stessa università.
Protagoniste di questo evento sono infatti donne come Olimpia Morata, Tarquinia Molza, Margherita Beloch e Gianna Calzolari, le cui storie contribuiranno sensibilmente a centrare l’attenzione sul ruolo delle donne nella storia delle università italiane.

Olimpia fu considerata già da piccola una bambina prodigio, per via della sua precoce conoscenza del greco e del latino. Il suo amore per la cultura classica la rese da adulta un’insegnante privata e un’appassionata umanista del ‘500. Sempre nel periodo rinascimentale, Tarquinia (che era nipote del poeta Francesco Maria Molza) fu una poetessa erudita che divenne dotta in numerosi campi: il greco, il latino, l’ebraico, la poesia volgare, la filologia, le discipline filosofiche e la musica, divenendo anche compositrice e musicista.

Nella prima metà del Novecento, Margherita (figlia del grande storico Giulio Beloch) fu docente di geometria descrittiva, geometria superiore, matematiche complementari e matematiche superiori presso l’Università di Ferrara. Pubblicò numerosi studi sulla geometria algebrica, la topologia algebrica e la fotogrammetria. Alla fine della sua carriera le fu conferito il titolo di “professore emerito” e i suoi studi di geometria proiettiva, fotogrammetria e roentgenfotogrammetria hanno poi trovato applicazione nelle mappe digitali e nella tomografia assiale computerizzata (TAC).

Ingresso del rettorato dell'Università di Ferrara

Gianna Calzolari è invece nota per essere stata la prima donna a laurearsi all’Università di Ferrara nel 1925. Si laureò in matematica, discutendo la tesi con Leonida Tonelli (noto matematico italiano e uno dei maggiori analisti della prima metà del XX secolo) e a lei è associata Luisa Bonfiglioli, la prima studentessa ferrarese a trovare spazio nell’insegnamento universitario e prima assistente di Margherita Beloch.

A loro si aggiungono poi le altre personalità italiane come Lucrezia Cornaro, Pia Nalli e Cornelia Fabbri. Lucrezia fu allieva di Carlo Rinaldini (matematico, ingegnere militare, accademico, filosofo e metrologo del Seicento italiano) e fu soprattutto la prima donna laureata al mondo – all’Università di Padova – il cui relatore fu il matematico e accademico del Cimento Carlo Rinaldini nel 1678.

Una mostra per rendere omaggio a donne importanti che hanno fatto la differenza nella sfera culturale in generale, ma che hanno anche contribuito a dare pregio all’Università e quindi alla città di Ferrara.

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