cetacei

Sta per terminare al museo di Ferrara la mostra dal titolo “Pesci? No, grazie, siamo mammiferi!”

Tra non molto sarà tempo di festeggiare la Pasqua, una piccola pausa primaverile tanto attesa da molti per spezzare un po’ la lunga routine da inizio anno. Se volete un primo “assaggio” di mare, la città di Ferrara ospita da quasi un anno una mostra molto interessante sui mammiferi che si sono adattati alla vita acquatica, ovvero i cetacei.

Cosa sono i cetacei

Appartengono all’ordine dei mammiferi euteri e devono il loro nome ad Aristotele che li identificò come animali acquatici dotati di respirazione polmonare. I cetacei comprendono circa 85 specie, prevalentemente marine ad eccezione di 5 specie di delfini che vivono in acqua dolce.

Queste specie sono a loro volta distinte in Mysticeti ed Odontoceti. Nella prima categoria troviamo quegli animali comunemente chiamati balene, tra cui la Balenottera Azzurra che è il più grande animale oggi presente sulla Terra, mentre dei secondi fanno parte i delfini e le orche.

I cetacei si sono evoluti da progenitori terrestri e per questo hanno sviluppato delle caratteristiche anatomiche e fisiologiche ben precise. Per scoprire tutte le loro particolarità, la loro storia e la loro evoluzione è stata quindi ideata una mostra tematica che presentasse a tutti il mondo di queste specie.

mostra tematica sui cetacei a Ferrara

La mostra

La mostra, aperta già dal 11 Giugno 2016 fino al 4 Giugno 2017 presso il Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara, è stata dedicata al Prof. Luigi Cagnolaro, zoologo italiano e padre della moderna cetologia italiana che scomparve nel 2014. Fu prima ricercatore e poi conservatore della sezione di zoologia dei vertebrati del Museo civico di storia naturale di Milano per 50 anni. Cagnolaro è stato anche un precursore della moderna museologia e dal 1996 al 2001 divenne direttore del Museo.

Alla mostra hanno collaborato numerosi enti di ricerca italiani, tante università e studiosi, moltissime associazioni e anche altri musei. L’esposizione è inoltre patrocinata dal Centro Studi Cetacei Onlus, dal Parco Regionale del Delta del Po dell’Emilia Romagna, dalla Società Italiana Biologia Evoluzionistica, dalla Regione Emilia-Romagna e dall’Università degli Studi di Ferrara.

Ideatori e curatori della mostra sono Stefano Mazzotti – direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara – e Valerio Manfrini – biologo del Centro Studi Cetacei Onlus, Zoomarine Italia.

Il percorso della mostra si sviluppa attraverso i molteplici reperti e modelli a grandezza naturale che sono stati adeguatamente supportati da testi, immagini, suoni e filmati che permettono di conoscere in modo approfondito l’evoluzione, l’anatomia ed il comportamento di questi meravigliosi mammiferi.

Pesci? No, grazie, siamo mammiferi!

Il titolo della mostra preannuncia lo svelamento di tutte le peculiarità e i segreti di questi animali, perciò nella mostra sono stati allestiti gli scheletri totali o parziali e i modelli a grandezza naturale di varie specie.

Qui potete vedere i crani di Narvalo (appartenente alla famiglia dei delfinatteri e con il suo classico lungo dente a vite che lo fa sembrare un unicorno dei mari), di Pontoporia (una rara franciscana o “delfino di fiume” che vive nelle acque costiere e negli estuari del Sud America orientale), di Zifio e di un Capodoglio, ma anche un esemplare tassidermizzato (ovvero imbalsamato) di un delfino comune.
Tra gli scheletri e i modelli trovate invece un delfino Tursiope, un Grampo (o delfino di Risso) e un Narvalo, oltre ai resti di cetacei spiaggiati nell’Alto Adriatico e parte della mandibola di una balenottera comune.

Narvali

Tra le particolarità vi sono anche fossili, feti e fanoni. I due feti presenti sono quelli di una Stenella striata e di un delfino comune, mentre i fanoni sono propri dei Misticeti e non sono denti, ma lunghe strutture filamentose di cheratina che fungono da filtro per intrappolare piccoli pesci, plancton e krill.

Per quanto riguarda i fossili esposti, vi sono il cranio fossile di uno Squalodon Bellunensis e di un Eoplatanista Gresalensis. In aggiunta, trovate anche il modello di un Pakicetus, antenato dei cetacei e vissuto nel primo Eocene in Pakistan. Esso presentava infatti caratteristiche precise che hanno portato a considerare i pakiceti come una specie di transizione tra i mammiferi terrestri ed i moderni cetacei.

La mostra di avvale anche di pannelli didattici, filmati con i momenti più importanti della vita di questi mammiferi e registrazioni acustiche che riproducono i sofisticati canti delle balene. Nell’aula didattica, infine, è disponibile una lavagna interattiva multimediale per poter visionare dei diorama digitali sui cetacei.

Una parte della mostra è dedicata ai gravi rischi che i Cetacei corrono a causa della pesca indiscriminata e del fenomeno degli spiaggiamenti, sempre più frequenti. Restano ancora solo poche settimane prima del termine della mostra perciò non perdetevi questa occasione.

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