MEIS di Ferrara, museo dell'Ebraismo, challah pic by joyofkosher

L’identità ebraica raccontata attraverso gli spazi del museo e del giardino

La conoscenza è un arricchimento, è una scoperta ed è anche un’emozione. In fatto di cultura, la città di Ferrara è sempre pronta ad offrire eventi e manifestazioni interessanti, come accade con questa mostra aperta già dal mese di aprile fino al 27 Settembre 2017.

Quando si parla di Ebraismo, le strutture museali tendono a focalizzarsi sul tema della Shoah, ma c’è molto di più. “Lo Spazio delle Domande” è appunto un luogo che racconta tutto il resto: le tradizioni, la quotidianità e le emozioni personali riportate direttamente da individui della comunità ebraica.
L’allestimento prevede un percorso inusuale, giocoso e stimolante che rende speciale e coinvolgente questo evento. Non c’è modo migliore di apprendere!

La Fondazione Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, grazie alla collaborazione della Comunità Ebraica di Ferrara, ha promosso la realizzazione di una mostra documentaristica sul mondo dell’Ebraismo attraverso le storie di sette ferraresi ebrei.

Lo Spazio delle Domande, Ferrara

Le interviste sono state realizzate dal regista Ruggero Gabbai e grazie ad un attento lavoro di ricerca ci mostrano la personale visione di questi sette individui – anche molto diversi tra loro – e la loro esperienza delle tradizioni e della cultura del popolo ebraico.
In un contesto improntato sulla comunicazione e il dialogo, “Lo Spazio Delle Domande” diventa una piacevole occasione per curiosare in una realtà ricchissima di usi e tradizioni. Questa mostra del MEIS pone delle domande al visitatore che possono trovare risposta solo diventando parte attiva dell’evento.

Il percorso è stato inaugurato il 5 Aprile scorso ed ha lo scopo di avvicinare il pubblico al sistema portante della complessa cultura ebraica: interrogarsi, cercare e sperimentare le risposte. Pur essendo rigorosamente disciplinata da numerosi precetti che regolano l’esistenza di ogni giorno – incluso il rapporto con il cibo – è anche aperta ed attenta ad approfondire e rispettare la libertà individuale e collettiva.

È un itinerario che si snoda dall’interno della palazzina sede del museo fino al giardino sul retro e permette di ascoltare le interviste di Gabbai ai sette protagonisti della mostra: Marcella Ravenna, Jose Bonfiglioli, Marcello Sacerdoti, Baruch Lampronti (rabbino capo di Ferrara), il Rav Luciano Caro e il presidente della comunità ebraica cittadina Andrea Pesaro, insieme al nipote Alessandro.

Collezione della Comunità Ebraica di Ferrara

Ognuno di loro racconterà il suo vissuto, le proprie sensazioni ed esperienze, alla scoperta dell’identità ebraica, dei suoi tempi, della relazione con la collettività, delle immagini e dei suoni del matrimonio ebraico. Il tutto avviene attraverso la passeggiata immaginaria attraverso una strada con le botteghe, la Sinagoga e le abitazioni ebraiche ricostruite in scala, con tanto di burattini da far interagire. In giardino, si trova un divertente gioco all’aperto che vi rivelerà i vari dettami dell’alimentazione ebraica e l’uso delle spezie bibliche.

Nella mostra sono naturalmente presenti anche molti oggetti tipicamente ebraici: sia quelli che vengono utilizzati nei riti della collettività che quelli presenti nella quotidianità della sfera personale. Il materiale proviene dalla collezione del Museo Ebraico della Comunità Ebraica di Ferrara e dalla collezione privata di Andrea Pesaro.

Gli oggetti sono distribuiti in tre sale, ognuna dedicata ad un aspetto specifico di questa cultura. La prima è dedicata alla comunità, la seconda al cerimoniale del matrimonio e la terza ripropone la lotta partigiana, la cui scena è curata dalla Fondazione Famiglia Sarzi di Bagnolo in Piano (Reggio Emilia).

Gefilte fish, kosher food

Nel giardino si trovano le piante utilizzate nella cucina e nella preghiera di fine Shabbat, come l’alloro, il mirto, il timo, la lavanda e la maggiorana. Il percorso è diviso in quattro diversi itinerari, ciascuno associato ad un alimento: uova, pesce, carne e latte. Dopo aver letto i pannelli esplicativi della Kasherut (la normativa ebraica sul cibo), i visitatori si trovano davanti a dei bivi e devono scegliere la strada giusta.

Un viaggio per grandi e piccoli, per scoprire un mondo spesso poco conosciuto, ma antichissimo e ancora vivo e vitale. Per le informazioni su costi ed orari della mostra potete visitare il sito ufficiale e poi non dimenticate di passare a trovarci!

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