Alla scoperta delle Saline di Comacchio

All’interno del Parco del Delta del Po si trovano importanti pezzi di storia che appartengono a questa terra, preziosi elementi della natura che caratterizzano questi luoghi e fanno parte di un complesso storico naturalistico che ha definito per centinaia di anni la cultura e l’economia di queste valli.

La Salina di Comacchio è una delle aree protette del Parco Regionale del Delta (istituito nel 1988). Pur essendo un ambiente artificiale, nato per la produzione di sale, è oggi un luogo suggestivo e complesso, popolato da varie tipologie di animali e soprattutto da numerose specie di volatili anche rare.
Nonostante l’attività produttiva sia ormai cessata da più di 30 anni, la salina è meta turistica molto apprezzata, immersa nella natura e nella vastità delle valli di Comacchio.

Come per molte altre zone d’Italia, il sale è stata un’importante rendita per tante popolazioni ed essendo indispensabile come il pane ancora oggi merita la nostra attenzione ed il nostro ricordo.

Che cos’è una salina?

La salina è un impianto per l’estrazione del sale marino dall’acqua di mare. Per questo motivo, sono realizzate nelle zone costiere e il sale viene recuperato in due modi:

  1. facendo evaporare naturalmente o bollire le acque marine
  2. attraverso l’estrazione nelle miniere di salgemma

Non ci sono particolari differenze tra l’una e l’altra tipologia di sale ottenuto, ad eccezione della presenza dello iodio che, nel primo caso, viene eliminato durante la raffinatura, mentre il salgemma non necessita sempre di essere raffinato. In Italia, ci sono ancora alcune saline attive, ma si trovano a Cervia, Trapani, Cagliari e in Puglia.

Saline di Comacchio e laguna

Come funzionano le saline?

La prima tipologia di processo avviene per concentrazione mediante l’evaporazione naturale dell’acqua e per darvi un’idea della mole di lavorazione, considerate che in media un metro cubo di acqua salata contiene circa 30kg ci cloruro di sodio (il comune sale da cucina) e quantità minori di altri sali.

Le saline sono costituite da una serie di vasche in cui – attraverso il sole – viene fatta evaporare l’acqua di mare in vari passaggi. Nelle prime vasche, infatti, si raccoglie l’acqua non trattata, ovvero così come viene prelevata dal mare – e per questo chiamata acqua “vergine” – per procedere al grosso dell’evaporazione. Per questo motivo le vasche iniziali sono denominate “vasche evaporanti”) e qui si ottiene per gradi una sempre maggiore concentrazione di soluzione salina.
Questo procedimento richiede il passaggio dell’acqua di mare attraverso 4 vasche prima di raggiungere la vasca finale, detta anche “vasca salante”. Nell’ultima fase, quella che ormai prende il nome di acqua “madre” (ovvero satura di sale) comincia il suo processo di deposizione del cloruro di sodio sul fondo dei bacini.

A questo punto, sul fondo del bacino rimane uno strato compatto di sale che si aggira intorno ai 10-20cm e questo deve essere a sua volta frantumato e raccolto per la lavorazione conclusiva.
Il periodo di produzione delle saline segue i ritmi della bella stagione e quindi va da Aprile fino a Settembre.

Nelle fasi finali della lavorazione l’acqua può assumere una colorazione rossastra che è causata da una particolare micro alga chiamata Dunaliella salina, capace di vivere in ambienti con alta concentrazione di sale e la sua colorazione può variare di intensità dal rosa al rosso mattone.

centro storico di Comacchio

La Salina di Comacchio

La Salina di Comacchio si estende per oltre 600 ettari nell’area situata alle spalle del Lido degli Estensi con numerosi canali, specchi d’acqua, chiuse, impianti di derivazione delle acque ed alcuni casoni dismessi.
Nonostante siano passati più di due secoli, conserva ancora lo stesso impianto che aveva quando fu realizzata in epoca napoleonica, a conferma della grande importanza che ebbe nella storia di Comacchio e nel ruolo che questa salina ha avuto nell’economia del passato.

Le saline della zona di Comacchio rifornivano infatti tutta l’Italia settentrionale e furono oggetto di numerose lotte tra la Repubblica di Venezia, il ducato degli Estensi e i Ravennati. Tuttavia, nel XVII secolo le saline passarono sotto il governo pontificio e poi – agli inizi dell’Ottocento – Comacchio entrò a far parte della Repubblica Cisalpina. Da quel momento la salina assunse la morfologia con cui la conosciamo oggi e dopo la sua chiusura, grazie anche al lavoro dei volontari, oggi è possibile viverla attraverso attività, laboratori e percorsi per tutta la famiglia.

Laguna di Comacchio e saline

Qui la vegetazione è costituita solo da piante alofite, perché la salinità lo rende un ambiente particolarmente ostile per la maggior parte delle piante. La fauna locale è variegata, ma soprattutto costituita da specie di uccelli (anche nidificanti) e da specie ittiche. In particolare, sono presenti l’anguilla europea, il nono, il cefalo comune e il ghiozzetto cenerino.

Con la chiusura dell’attività della salina, divenne meta di molte specie di uccelli e soprattutto di fenicotteri rosa. Attualmente è quindi un sito storico e naturalistico, ma grazie all’intervento di finanziamenti europei è in attivo il progetto di ripristino del comparto produttivo artigianale del sale. La Salina di Comacchio è quindi ancora molto viva e ricca di risorse tutte da scoprire.

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