Festa segavecchia Cotignola

La Festa della Segavecchia di Cotignola

Sta finalmente tornando la Primavera e con essa ripartono anche molti eventi locali. Sono tanti i comuni che organizzano cerimonie e manifestazioni per accogliere metaforicamente questo rito di passaggio dal freddo alla bella stagione.

Proprio come accade in molti paesi, le tradizioni pagane associavano probabilmente l’idea di bruciare un fantoccio, a quella del lasciarsi alle spalle l’anno passato (o in questo caso, l’inverno finito) e lasciar nascere il nuovo. Nella tradizione contadina, il periodo della semina è passato da tempo e la Primavera simboleggia invece una fase piena di speranze e di aspettative per il raccolto futuro, da cui dipende la sopravvivenza nel nuovo anno.
Questi rituali si mescolano nel medioevo con i roghi alle streghe, mentre quella di oggi, lontana da un simile passato, è solo una rappresentazione folkloristica piena di energia positiva e allegria per accogliere la Primavera.

A poco più di mezzora da Valle Campo, si tiene ogni anno una manifestazione particolarmente apprezzata e che vanta centinaia di edizioni. Sulla piazza centrale (Piazza Vittorio Emanuele II) e le vie del centro storico di Cotignola (RA) si svolge infatti la Festa della Segavecchia, nelle giornate dal 23 al 26 Marzo 2017.

fantoccio festa della Segavecchia

 

La Festa della Segavecchia

Questa festa risale al 1451 ed è una rievocazione storica che si ripete in un periodo ben preciso, ovvero a metà fra il primo giorno di Quaresima e la Pasqua Cristiana. Ciò che viene messo in scena è il momento del processo alla strega cotignolese, rea di aver maledetto Francesco Sforza, Duca di Milano e signore di Cotignola.

Sembra infatti che quest’ultimo avesse sorpreso una vecchia fattucchiera mentre stava perforando con uno spillo un’immagine che lo raffigurava. La vecchia fu così condannata alla decapitazione davanti alla folla di cittadini ed è per questo che oggi, nella cerimonia, viene letta la bolla di condanna e la sentenza prima di decapitare il fantoccio che raffigura la “Vecchia” strega ed arderlo sul rogo.

La Festa della Segavecchia è praticamente una festa di carnevale in periodo di Quaresima. Secondo la leggenda, infatti, il Duca di Milano Francesco I° (il figlio illegittimo di Muzio Attendolo Sforza di Cotignola) concesse ai sudditi la facoltà straordinaria di celebrare il Carnevale anche in Quaresima come svago e ringraziamento per aver scampato un grave maleficio,

Da qualche anno, inoltre, si è aggiunto anche un secondo rito: viene lanciata una bambolina appesa ad un gruppo di palloncini. Alla bambola è attaccato un messaggio ed un premio per chi la raccoglierà. Il lancio della bambolina vuole infatti salutare la bella stagione ed essere di buon auspicio.

La Festa della Segavecchia prevede quindi un tipico cerimoniale accompagnato dai carri allegorici a loro volta seguiti da bande musicali, gruppi folkloristici e di recente anche ballerini e majorettes per animare ancor di più la festa.
Il tutto viene dunque arricchito da un fitto programma di attività che comprendono l’arte, la musica, lo spettacolo e naturalmente la gastronomia.

Massima attenzione è riservata all’animazione dedicata ai bambini, veri protagonisti della festa, e agli spettacoli musicali che allietano le serate. Ma un altro aspetto fondamentale della rassegna è rappresentato dalla gastronomia. A soddisfare le esigenze del palato, infatti, pensano le succulente specialità proposte dallo stand coperto che è in funzione nelle serate di giovedì, venerdì e sabato, e la domenica sin da mezzogiorno. Fedele alla migliore tradizione romagnola, Cotignola mette in tavola il meglio della cucina tipica e tanta ospitalità.

Silata carri e maschere Segavecchia Cotignola

Curiosità di questa festa

Il Giornalino satirico della “Vecchia” è “un numero unico”, a carattere satirico, che da diversi anni precede e accompagna la nostra festa tradizionale.
Attraverso il giornalino, la storia di Cotignola viene raccontata con estrosa ironia e giocosa malizia. I fatti che accadono durante l’anno, le debolezze, i vizi e le (rare) virtù dei personaggi più in vista, vengono “descritte” in zirudelle, racconti, indovinelli ecc., lasciando che siano i lettori a immaginare, inventare, intuire a chi o quale situazione si riferiscano. In questi ultimi tempi, la copertina del giornalino è stata elaborata da importanti artisti locali che fanno di questa “pubblicazione” una vera e propria “chicca” per collezionisti.

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